Le pareti esterne della futura Residenza San Carlo saranno un concentrato di materiali e tecniche innovative impossibili da non notare per i futuri proprietari di casa. Vediamo quindi alcuni strati che compongono l’interno del muro e come l’essenziale sia invisibile agli occhi.   

Al pari di via Borsi a Rho e via Bellini a Lainate, per la nuova palazzina è stato scelto di abbandonare il tradizionale cappotto esterno per una soluzione non ancora applicata da tutti ma pienamente efficiente. L’isolante è integrato nei mattoni più esterni della muratura perimetrale (vedi foto) in blocchi di laterizio spessi 25 cm e riempiti di polistirene. A fronte delle medesime prestazioni del vecchio cappotto, i vantaggi sono la maggiore resistenza e durata nel tempo tali da consentire una maggiore tranquillità nei lavori sulle facciate dell’immobile.

Aria e fibra minerale fanno il resto. All’interno del muro è prevista un’intercapedine non ventilata per ovviare al problema della condensa, in una soluzione da sempre adottata nei cantieri per la sua grande efficacia.  Questo spazio di 2 cm separa il normale mattone forato del tavolato interno dai pannelli di lana minerale semirigidi dello spessore di 7 cm. Nel cantiere di via San Carlo a Rho lo strato isolante è stato appositamente scelto per essere tra i più resistenti all’umidità e costituire una eccellente barriera termica e contro i rumori.

Mattoni iniettati, intercapedini non ventilate e lana minerale. L’interno del muro perimetrale di Residenza San Carlo sarà uno degli elementi essenziali a garanzia della qualità dei futuri appartamenti.

 

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